Italia fuori dai Mondiali in Russia del 2018. Tavecchio rassegna le dimissioni. Un caso tutto italiano.

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Italia fuori dai Mondiali in Russia del 2018. Tavecchio rassegna le dimissioni. Un caso tutto italiano.

Siamo sicuri che la sconfitta dell’Italia e del sistema calcio sia solo una sconfitta calcistica?

La mancata qualificazione dell’Italia per i Mondiali in Russa del 2018, come correttamente affermato da Gianluigi Buffon, pluripremiato portiere della Nazionale, rappresenta un vero e proprio fallimento sociale ed economico per il Paese che ha sempre riposto nel calcio una speranza di riscossa.

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Non si tratta semplicemente di tifare per la squadra del cuore ma di trovare un riscatto proprio quando tutto va in malora. Il lavoro fa schifo, i soldi non ci sono, non si può comprare quello che si vuole, però, magicamente, basta accendere la tv e guardare la partita della Nazionale, per ritrovare immediatamente il sorriso, almeno per 90 minuti.

La crisi economica italiana

Il calcio viene interpretato dunque come lo specchio della situazione attuale nella quale, a causa della crisi economica, dell’incertezza sul lavoro e della mancata risposta della politica, si tende a vivere male, indipendentemente da quelle che possono essere intese come classi sociali. Dunque la mancata qualificazione non avrà solamente risvolti nelle finanze del calcio italiano, ma anche per il sistema Paese.

Basti pensare alle tv, alle radio, agli sponsor, a tutte quelle attività commerciali ed aziende che indirettamente sono coinvolte in questa débâcle. Il calcio non arricchisce solo il calcio. Giornali, sport ma anche i prodotti più rappresentativi del made in Italy potrebbero risentire della mancata qualificazione.

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Le dimissioni di Tavecchio

Subito dopo il fallimento mondiale lo stesso Presidente della FIGC Carlo Tavecchio aveva dichiarato che non si sarebbe dimesso. Carlo Tavecchio lascia, sfiduciato dallo stesso Consiglio Federale. Questo il repentino dietrofront di un sistema calcistico ormai al collasso. Ma cosa succederà ora? Due le ipotesi in campo. Per il presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha deciso di convocare per il 22 novembre prossimo la Giunta del Coni per discutere del momento di crisi del calcio italiano, “il commissariamento è l’unica soluzione” e la nomina del commissario “penso si deciderà a breve”.

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L’urgenza di porre rimedio alle storture del Paese, con ogni probabilità, passa anche per le vie dello sport e i “governanti” dovrebbero prendere spunto da questi episodi per ambire al miglioramento.

 

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